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La lampadina che non si brucia mai


 

 

La lampadina che non si brucia mai

da "l'Allegro laboratorio del Professor Dimmelo"

 

"INCREDIBILE!!!" esclamò il Professor Dimmelo quella mattina leggendo il giornale mentre degustavamo insieme il suo meraviglioso caffè.

"Scoppia furiosa lite in un condominio. Diciotto feriti tra i quali uno in gravi condizioni e 12 con prognosi riservata."
"Pare che tutto sia nato dal fatto che il capo condomino, il signor G.P., aveva presentato l'ennesimo conto relativo all'acquisto delle lampadine sostituite nell'ultimo mese: ben 12.000 euro!"
"A quel punto la lite è stata furibonda: calci, pugni, e cori del tipo "ladro, ladro!" pare si siano protratti per ore fino all'arrivo delle forze dell'ordine e di una ventina di ambulanze!

Conosciamo benissimo il nostro caro Professor Dimmelo, stava spudoratamente recitando inventandosi di sana pianta tutto l'articolo.
Fa sempre così quando ci deve introdurre qualche sua meravigliosa idea, e infatti...

"Povero signor G.P., ha tutta la mia comprensione. Però se avesse potuto interpellarmi, non solo non sarebbe finito all'ospedale ma addirittura non avrebbe mai presentato una lista spese relativa a lampadine bruciate."

Non nascondiamo che stavolta il nostro Professore ci è sembrato inaspettatamente alquanto immodesto e la sua presunzione, alla quale non siamo certo abituati, ci ha disturbati non poco.

Allora Pino timidamente suggerisce: "Certo Professore, sapendo a priori che la causa principale risiede nel fatto che le plafoniere impiegate nei condomini in genere sono progettate per l'esterno e che quindi, non prevedendo aerazione alcuna, a causa del calore che non può essere dissipato, si potrebbero impiegare lampade a risparmio energetico, dette a luce fredda..."

"Nulla di più sbagliato!" ribatte pronto il Professor Dimmelo, "anche se a luce fredda, dato che non hanno un filamento che non diventa incandescente e quindi la luce viene prodotta dalla ionizzazione del gas all'inteno del tubo, queste lampade, racchiuse in quelle plafoniere, soffriranno il calore ancor più delle lampade ad incandescenza. Perchè?"
"Mentre le lampade a filamento si bruciano perchè il tungsteno si deteriora sempre più e ad un certo punto ci sarà una parte talmente indebolita che non potrà più sopportare il calore, le lampade a risparmio energetico hanno implementato nel portalampada i loro circuiti elettronici (switching, reattore elettronico, ecc.), quindi componenti elettronici che riscaldano parecchio e che alla fine sono più sensibili al calore ancor più di una comune lampadina ad incandescenza."
"In definitiva, racchiuse in una plafoniera dove non circola l'aria, paradossalmente le lampade a luce fredda si bruciano prima di una comune lampadina. Naturalmente da tutto il discorso ho escluso la possibilità, seppur minima, che la lampadina a filamento può bruciarsi anche per la corrente iniziale che la alimenta, sappiamo infatti che la sua resistenza a temperatura ambiente è bassissima, per poi salire man mano che riscalda, e se l'interruttore o i contatti di un eventuale relè che chiudono il circuito sono di cattiva qualità provocando parecchi rimbalzi con conseguenti sovratensioni che faranno a loro volta circolare un'eccessiva corrente che inesorabilmente brucerà la lampadina. Ma diciamo che questa è una possibilità molto più remota, la causa principale della morte delle lampadine è il troppo calore!"

"E allora quale soluzione propone, Professore?" chiede interessato Pino.

"Semplicissimo!" risponde il Professore, "prendiamo una lampadina e facciamola lavorare a metà!"

"Come a metà?"

 

 

 


 

 


"Nella progettazione di ogni lampadina viene principalmente considerata la temperatura massima che la stessa dovrà raggiungere, quindi se prendiamo una lampadina da 220 volts e la facciamo funzionare a metà tensione, la stessa non genererà un grande calore ed anche se racchiusa in una plafoniera. essa non brucerà mai."

"Ma facendola funzionare a metà (poi gentilmente ci spiegherà come) avremo una intensità luminosa bassissima!"

"No, perchè noi, considerando che in genere in questi casi vengono impiegate lampade da 60 watt, noi ne utilizzeremo una da 100 e, facendola funzionare a metà, avremo la luce di circa 50 watt, più che sufficiente per gli scopi che ci interessano."
"In pratica non dovremo fare altro che collegare in serie un normalissimo diodo rettificatore da 1A del costo di pochi centesimi di euro (un classico IN4007 o simili andrà benissimo)"
"Naturalmente la polarità non ha nessuna importanza, alla fine il suo scopo sarà quello di far passare una sola semionda della corrente alternata, alimentando così la lampadina per metà. L'eventuale impercettibile baluginìo e la temperatura colore (leggermente più rossastra) non pregiudicheranno certo il suo impiego, dato che una lampada per condominio serve solo ad infilare la chiave nella toppa o al massimo per parlare di cucina nel pianerottolo."

"Credo sia perfettamente inutile dilungarci su grafici, su corrente impulsiva e dettagli vari. Vi faccio uno schizzo del tutto ed una preghiera: qualcuno vada a trovare in ospedale il povero signor G.P. e glielo porti... sono certo che quando uscirà sarà il capo condomino più amato che si sia visto in giro!"

Ancora una volta grazie, caro Professor Dimmelo.

 

 

 

Fatti e personaggi descritti nella sezione "L'allegro laboratorio del Professor Dimmelo" sono immaginari. Ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale

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